I trattamenti con radiofrequenza

Quando serve fare la "radiofrequenza"?

Quando il dolore non può essere controllato con il trattamento infiltrativo con soli farmaci, si ricorre alla radiofrequenza che agisce sui nervi che trasportano l'informazione dolorosa.

Come si fa il trattamento?

Con un ago si arriva in prossimità del nervo da trattare e una macchina chiamata "generatore" trasmette una corrente con caratteristiche particolari. Non si usano farmaci! Si può scegliere tra l'utilizzo della cosidetta neuromodulazione con "radiofrequenza pulsata" che dà risultati meno definitivi ma non daneggia il nervo e la "radiofrequenza lesiva" che produce alte temperature (80-90°C) e brucia il nervo. L'effetto è estremamente limitato, preciso e controllato nella sua estensione.

Non si tratta di una procedura dolorosa.

Esistono alternative alla radiofrequenza?

Quando ci serve intervenire su un nervo per curare un dolore sono poche le scelte che abbiamo per ottenere risultati certi e duraturi. Oltre alla scelta chirurgica, su un nervo si può intervenrire applicando estremo freddo (con la crioablazione), sostanze chimiche (alcoolizzazione) o il calore prodotto con la radiofrequenza.

La radiofrequenza offre alcuni indiscutibili vantaggi rispetto alle altre tecnologie: permette prima di trattare il nervo di stimolarlo per essere certi di essere sul nervo giusto. Inoltre dopo lesione con radiofrequenza non si formano neuromi (tumori benigni ma a volte molto dolorosi dell'estremità del nervo).

Su quali patologie si applica il trattamento con radiofrequenza?

Per quanto riguarda la "lesione", l'intenzionale daneggiamento di un nervo con radiofrequenza per fermare il dolore, si utilizza:

La neuromodulazione con "radiofrequenza pulsata" si applica nel: